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La sentenza di separazione: tutto sulle spalle del genitore coabitante.

Codice penale, art 570

Il dovere al mantenimento dei figli è un obbligo imposto dalla Legge, dalla Costituzione e, vorrei aggiungere, da ragioni etiche e morali. Nelle cause di separazione, questo obbligo si concretizza sempre con un assegno di mantenimento per i figli posto a carico del genitore non coabitante. Inoltre, caso ormai fortunatamente raro, si pone a carico del genitore non coabitante assegno di mantenimento per l'ex coniuge.

Immagina questa siutuazione. Una madre che con gioia, ma con fatica, lavi, cucini, pulisca, una madre senza una propria vita perchè si occupa dei ragazzi, li accompagna a scuola, dal medico o a fare sport, una madre che lavori o quantomeno che ci provi. Una madre che paghi da sola tutte le spese per i ragazzi perchè il padre è stato sollevato da ogni onere, e che, inoltre, debba pure mantenere il padre. Ti sembrerebbe giusto e possibile? Che business per il padre: senza impegni, senza obblighi, senza spese, a spasso con il suo assegno mensile.

A nessuno verrebbe mai in mente di porre a carico del genitore coabitante l'esclusivo onere al mantenimento dei figli, di sollevare il genitore non coabitante da assegno di mantenimento per i figli e porre a carico del genitore coabitante il mantenimento del genitore non coabitante. Eppure è capitato, non ci credi? guarda la sentenza

E' ovvio che il genitore coabitante non possa assolvere a tutti i suoi obblighi. Come è altrettanto ovvio che i danni di tale scellerata sentenza non possono che ricadere, in primo luogo sui figli. Si inizia a tagliare sulle spese, partendo dal superfluo, fino ad arrivare a tagli su beni primari come la scuola e l'alimentazione. Ma non basta ancora: il genitore coabitante dovendo sciegliere tra la soddisfazione dei bisogni primari dei ragazzi e il mantenimento del genitore non coabitante, opta per il primo, commettendo un grave errore. Infatti, se i figli non possono proseguire gli studi per mancanza di denaro non se ne accorge nessuno, e il fatto non costituisce reato ma il mancato pagamento dell'assegno di mantenimento del genitore NON coabitante SI.

Il genitore NON COABITANTE mi denuncia per violazione degli obblighi di assistenza familiare, codice penale art 570.

Assegno di mentenimento

Per quattro lunghi anni ho pagato al genitore non coabitante l' assegno di mantenimento ma poi ho dovuto interrompere. Poco importa che il genitore coabitante mantenga integralmente i figli e che di loro si occupi. Poco importa che il genitore non coabitante non si faccia carico nemmeno di quel misero 50% di spese mediche e scolastiche stabilite dalla sentenza. Il genitore non coabitante, privato del suo privilegio, ha deciso di denunciarmi per violazione degli obblighi di assistenza familiare, codice penale art 570.

Art 570 cp
Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all'ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori, o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire duecentomila a due milioni. Le dette pene si applicano congiuntamente a chi: 1) malversa o dilapida i beni del figlio minore o del pupillo o del coniuge; 2) fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore , ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per sua colpa. Il delitto è punibile a querela della persona offesa salvo nei casi previsti dal numero 1 e, quando il reato è commesso nei confronti dei minori, dal numero 2 del precedente comma. Le disposizioni di questo articolo non si applicano se il fatto è preveduto come più grave reato da un'altra disposizione di legge.

Assistenza familiare

Il dovere all'assistenza familiare, almeno nel mio caso, è dovere imposto unicamente al genitore coabitante. Il dovere all'assistenza familiare è a senso unico, obbliga il genitore coabitante verso i figli e contemporaneamente verso l'ex coniuge. Nessun dovere, invece, per il genitore non coabitante. Il quale, privo di alcun dovere ma armato degli intoccati diritti, CI trascina in un aula di un Tribunale penale. In aula si costitusce parte civile, con il preciso intento di acquisire ulteriori diritti: ottenere un titolo per pignorare la casa ai propri figli. Il procedimento è appena iniziato ma ritengo, riuscirà nel suo scopo. La casa sarà venduta all'asta al miglior offerente, recupererà la somma dovuta, consegnerà la differenza.

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